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Dalle parole di Vittorino Andreoli nasce una riflessione sul valore delle scuse, dell’empatia e dei rapporti più autentici.

Fonte: polesine24.it

20 giugno 2026 - Leandro Maggi

“Stiamo perdendo il senso di colpa, senza rispetto dell'altro non possiamo essere felici”. Queste le parole del celebre psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, nell'ambito dell'ottava edizione della rassegna culturale “Porto Viro incontra”, che ha presentato il suo ultimo libro “I paradossi dell'esistenza - Come tenere in equilibrio la nostra mente”, offrendo una preziosa occasione di confronto sulle fragilità dell'essere umano e sulle contraddizioni della società contemporanea.

L'evento è stato introdotto e moderato dall'assessore alla cultura Marialaura Tessarin, alla presenza del sindaco Mario Mantovan, che hanno accolto una platea particolarmente partecipe e silenziosa, catturata dalle parole del noto studioso.

Nel corso dell'incontro, Andreoli ha approfondito i temi centrali della sua opera letteraria, soffermandosi soprattutto sul progressivo indebolimento del senso di colpa nella società moderna, definendolo una vera e propria “bussola morale” indispensabile per la convivenza civile.

“Se una società perde il senso di colpa diventa meno etica. Non mi riferisco al senso di colpa eccessivo del passato, ma a quello costruttivo che crea un mondo più giusto ed è alla base della convivenza sociale”, ha spiegato lo psichiatra.

Secondo Andreoli, il senso di colpa rappresenta un disagio interiore che emerge quando si tradiscono i propri valori, mentre la vergogna nasce dalla paura del giudizio altrui. Due concetti profondamente diversi che oggi, a suo avviso, si sono progressivamente invertiti. “La colpa sta morendo - ha affermato Andreoli - Quando ci sentiamo in colpa perdiamo l'autostima perché abbiamo tradito il nostro essere. La vergogna, invece, nasce dalla paura di essere scoperti. La società attuale è quella della vergogna”.

Il professore ha quindi evidenziato come la ricerca continua del vantaggio personale stia alimentando individualismo e infelicità: “Chi vive soltanto in funzione dei propri obiettivi si isola e finisce per essere infelice”, ha sottolineato. Particolarmente forte è stato il passaggio dedicato al disagio giovanile e ai numerosi episodi di cronaca che vedono protagonisti adolescenti autori di atti violenti.

“Molti giovani si sentono esclusi, scartati dalla società e trovano nella violenza una forma di potere. Chi non accetta un rifiuto può arrivare a compiere gesti estremi”, ha spiegato Andreoli, evidenziando la necessità di comprendere il malessere che si nasconde dietro determinati comportamenti.

Uno dei messaggi più significativi della serata ha riguardato il rapporto tra adulti e giovani. Lo psichiatra ha invitato genitori e nonni a sostituire il giudizio con l'ascolto e la comprensione. “Comprendere non significa giustificare, ma cercare di capire i bisogni dei ragazzi. Oggi siamo sempre meno empatici e tendiamo a considerare l'altro un nemico. Bisogna cambiare strada”.

Infine, Andreoli ha lanciato un appello alle famiglie affinché recuperino il dialogo intergenerazionale. “E’ importante parlare con i figli e con i nipoti. L'ascolto è fondamentale e i giovani non dovrebbero sentire il peso eccessivo del giudizio”.

Una serata intensa e ricca di spunti di riflessione che ha confermato il valore della rassegna “Porto Viro incontra” come luogo privilegiato di confronto culturale, capace di portare sul territorio personalità autorevoli e temi di straordinaria attualità, coinvolgendo la comunità in un percorso di crescita collettiva e di consapevolezza sociale.