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Vittorino Andreoli


È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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Andreoli: "E' una società malata quella che non rispetta le donne"

Lapidario l'intervento di Andreoli che ha fatto un excursus storico sulle condizioni femminili. Spiegati gli strumenti normativi


Fonte L'Arena

21 Novembre 2018

L'Arena 21 Novembre 2018Una società malata quella che esercita violenze sulla donna. Parola di Vittorino Andreoli, psichiatra, intervenuto ieri al convegno organizzato dalla Polizia di Stato in Gran Guardia.


«Fino a che non rispetta la donna, questa è una società che ha l'Alzheimer, una società malata», ha tagliato corto lo psichiatra. Che nel suo intervento, dopo aver sottolineato che ci sono tre tipi di violenza, quella fisica, quella psicologica e quella sociale e cioè del ruolo che la donna occupa, ha compiuto un excursus storico per dimostrare come «le donne abbiano sempre avuto una considerazione diversa nella società». La prima donna laureata è stata a Padova nel 1648; per avere la seconda si devono attendere 50 anni: sarà all'università di Bologna.


Una diversità, quella tra uomo e donna, che non significa diritti diversi, anzi non ci sono dubbi che tutti hanno gli stessi diritti perché uomo e donna devono essere diversi in quanto complementari l'uno all'altro. Una diversità che crea la bellezza dell'amore, una diversità che trova la sua armonia nella complementarietà, sottolinea Andreoli, visto che il femminismo degli anni Settanta è tramontato.


Per esempio, ha spiegato Andreoli, «lei è l'attesa, lui è il subito, ve lo immaginate un uomo in gravidanza che deve attendere nove mesi per mettere al mondo un figlio?». E poi, «lei è l'accoglienza, lui è il dominio; lei è il quotidiano, lui è l'eroe, quello che deve sempre pensare e fare grandi progetti; lei è la seduzione, lui è il narcisismo; lei è la comprensione, lui è il giudizio; lei è il noi, quella che ragiona da noi, lui è l'io; lei è la bellezza, lui è la forza». Per esempio, «quando sbaglia lei è il senso di colpa che fa diventare bianchi in viso; lui è il senso di vergogna che fa arrossire». Come dire che le donne tendono ad accusarsi, perfino quando debbono denunciare l'uomo che le maltratta: «Si fanno mille scrupoli, spiace che il compagno perda il lavoro o i figli, si chiedono se potevano, loro, agire in modo diverso», aggiunge il professore. I maschi arrossiscono invece perchè «scoperti, altrimenti non ci sarebbero problemi per loro nel commettere cose sbagliate». «Nel tempo le donne hanno imparato ad affermarsi, ad avere consapevolezza e si trovano davanti omuncoli quarantenni che sono rimasti immobili».
[…]

Homo Stupidus Stupidus

Homo stupidus stupidus

L'agonia di una civiltà

È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo?Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può “rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo.Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

„Vittorino Andreoli, Homo Stupidus Stupidus. L'agonia di una civiltà, pp. 264, Rizzoli 2018“

Padova - 6 ottobre 2018

 



Beata solitudine - Il potere del silenzio

Beata solitudine

«Osservando il mondo, così rumoroso, inquieto, e così folle, mi viene voglia di silenzio, e di guardare ai monaci, che sono scappati dal mondo per capire il mondo».
VITTORINO ANDREOLI

In questa riflessione affascinante - che non disdegna di soffermarsi anche sulle scelte radicali del monachesimo in tutte le religioni - lo psichiatra Vittorino Andreoli ci avverte che il silenzio è l'unica azione rivoluzionaria che può riportare equilibrio al nostro vivere. L'uomo è l'unico tra i viventi ad avere la peculiarità di "guardarsi dentro". E in questa sua capacità di "introspezione" giunge alla consapevolezza di essere lo straordinario frammento di una gigantesca realtà che sconfina nell'infinito. Si rende conto non solo di essere fragile, ma di essere «un frammento di polvere fragile». In tempi di ipertrofia dell'informazione e di spreco delle parole, «il silenzio parla, proprio perché non dice, e se in esso non si conosce tutta la verità, tuttavia si giunge alla certezza che la verità esiste». Solitudine e silenzio sono dunque necessari per un'igiene della psiche, per un'ecologia dello spirito, per nutrire una relazione feconda con se stessi, ritrovando così, nei rapporti con gli altri, quell'armonia spesso compromessa da aggressività e violenza, abusi e nevrosi. Andreoli denuncia il delirio delle metropoli contemporanee, mettendo in guardia dai danni dell'eccessiva mondanità, dell'ipocrisia delle relazioni, dell'iper-connessione virtuale. Ecco allora l'assoluta necessità di ritrovare una dimensione contemplativa della vita per riacciuffare il senso delle nostre esistenze e per dare spazio «a quel monaco che si nasconde nel profondo di ciascuno di noi, al suo bisogno di solitudine e di mistero, perché una vita pienamente umana non può fare a meno dell'invisibile».

„Vittorino Andreoli, Beata solitudine. Il potere del silenzio, pp. 288, Piemme 2018“



Sulla Pagina facebook di Edizioni Piemme, intervista al Prof. Vittorino Andreoli con l'editor Roberta Russo.

Essere e destino

Essere e destino

Il destino ha davvero un’influenza sulle nostre vite, sull’essere, o è soltanto la reminiscenza di miti che appartengono agli albori della civiltà? E l’incontro con il limite, con la malattia, fisica o mentale, è parte di questo percorso già scritto o può essere scongiurato?
Dopo aver trascorso la vita occupandosi della mente e dei suoi disturbi con gli strumenti della medicina, Vittorino Andreoli ha sentito il bisogno di andare oltre, di formulare un metodo diverso che si prenda cura dell’uomo «tutto intero» e, a compimento della sua avventura umana e professionale, ci consegna una visione della vita il cui fondamento è la costante promozione del bene per sé e per l’altro.
Il suo messaggio è rivoluzionario: qualsiasi esistenza, indipendentemente dall’età e dalla condizione in cui ci si trova, può essere migliorata, in un percorso incentrato su una nuova disciplina da lui stesso fondata, il bendessere.
Approfondendone le radici e le applicazioni, l’autore mostra come, seppur con variazioni linguistiche e diverse sfumature di significato, questa ricerca del benessere sia presente fin dalle origini nella storia e nella cultura dell’uomo, e ci accompagna in un affascinante viaggio attraverso i segreti dell’esistenza umana declinato secondo le tre dimensioni fondamentali del corpo, della mente e del nostro rapporto con il mondo circostante, che comprende la natura e le relazioni con gli altri.
Oggi che – sostiene Andreoli – risulta sempre più difficile distinguere tra la follia dell’uomo e quella della società, dominata dalle apparenze e dal denaro, spendere la vita «il meglio possibile» è un’aspirazione realizzabile per tutti. Un progetto, in questo senso, «veramente umano».

„Vittorino Andreoli, Essere e destino, pp. 288, Marsilio editori 2018“

Il silenzio delle pietre

Il silenzio delle pietre

Siamo nel 2028 e l’unica libertà che sembra essere rimasta all’uomo è la fuga dalla città. Così il protagonista di questo romanzo, ormai segregato tra le quattro mura della sua abitazione, terrorizzato anche solo dall’idea di aprire la porta, decide di andarsene. Lontano da tutti, dai rumori, dal caos, da un mondo dove è diventato impossibile vivere. Lontano da chi occupa abusivamente ogni spazio intorno a lui.Vittorino Andreoli immagina un futuro che somiglia molto al nostro presente, ma dove le ingiustizie si sono ancor più esasperate e, nonostante il benessere raggiunto grazie alle grandi scoperte, tutto parla di una situazione a un passo dal baratro. Una casa isolata, affacciata sull’oceano nel Nordovest della Scozia, sembra il luogo ideale per ritrovare un po’ di pace: una baia abitata soltanto da uccelli marini e, a ridosso, montagne che nel tempo si sono trasformate per l’azione del vento. È qui, osservando la perfezione di un ambiente rimasto invariato dal giorno della creazione, nel silenzio delle pietre, che riesce finalmente ad analizzare con maggiore distacco le contraddizioni che lo hanno spinto a cercare la solitudine estrema. Inebriato da tanta bellezza, si lascia tentare dall’idea di non tornare mai più, trasformando quella che doveva essere una parentesi temporanea in una scelta definitiva. Eppure, anche l’idillio, visto più da vicino, rivela lati meno luminosi. Ma soprattutto, nella più completa solitudine, si cancella ogni possibile relazione umana, ogni sentimento si spegne. La distanza poi cambia la prospettiva e apre uno spiraglio di luce e di speranza sui mali della metropoli. Quest’uomo può forse tornare a indossare gli eleganti abiti di città che aveva chiuso in un armadio al suo arrivo in Scozia? O invece, chissà, un’altra libertà è possibile? In questo romanzo, un grande scrittore e psichiatra ci racconta il profondo disagio del nostro tempo, prestando al protagonista tratti inevitabilmente autobiografici, ma nei quali ciascuno di noi può riconoscersi.

„Vittorino Andreoli, Il silenzio delle pietre, pp. 336, Rizzoli 2018“

Archivio Video RAI

In questa pagina sono riportati i link ad alcune trasmissioni della RAI a cui sono stato invitato. Per motivi di copyright i video sono esclusivamente nel sito della RAI che si raggiunge cliccando su ciascuno.

Buongiorno Elisir 18 4 2013

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